Urgenze e continuità delle cure

Quando non aspettare la visita: 112, pronto soccorso e continuità assistenziale

Chiama subito il 112

Una visita specialistica, anche urgente, non è il posto giusto per un'emergenza. Chiama il 112 (o il 118) senza aspettare se compaiono, per esempio: dolore al petto oppressivo o che si irradia al braccio o alla mandibola; difficoltà improvvisa a respirare; perdita di forza o sensibilità a un lato del corpo, bocca storta, difficoltà a parlare; perdita di coscienza; emorragia che non si ferma; reazione allergica con gonfiore di viso o gola; forte dolore addominale improvviso; febbre alta con rigidità del collo o macchie sulla pelle.

Il pronto soccorso

Per problemi acuti che non mettono in pericolo la vita ma non possono aspettare (traumi, ferite da suturare, dolori intensi) vai al pronto soccorso: all'arrivo ti viene assegnato un codice di priorità e i tempi dipendono dalla gravità, non dall'ordine di arrivo.

La notte e nei festivi

Per problemi non urgenti fuori dagli orari del medico curante c'è il servizio di continuità assistenziale (la guardia medica), raggiungibile con il numero della tua ASL o, dove attivo, con il 116117. Può visitare, prescrivere farmaci e indirizzarti.

E lo specialista?

Se sei già in cura e compare un peggioramento che ti preoccupa, scrivi o chiama lo studio: spesso basta un consiglio, un controllo anticipato o un aggiustamento della terapia. Se lo studio è chiuso, rivolgiti al curante o alla continuità assistenziale, e porta con te il referto.

Queste informazioni hanno scopo orientativo e descrivono il funzionamento generale delle visite specialistiche, del Servizio Sanitario Nazionale e delle detrazioni fiscali: regole e tempi possono variare per Regione, struttura e situazione personale. Per il tuo caso fai riferimento allo studio, al medico curante e, per il fisco, al commercialista o al CAF.