Referti ed esami

Il referto della visita: cosa contiene e come usarlo

Cosa c'è scritto

Il referto riporta di solito: il motivo della visita e la storia clinica rilevante (anamnesi), quello che il medico ha rilevato (esame obiettivo), l'esito di eventuali esami eseguiti in studio, la conclusione (diagnosi o ipotesi diagnostica) e le indicazioni: terapia, esami da fare, quando tornare.

Il linguaggio tecnico

Il referto è un documento medico, scritto anche per il tuo curante e per altri specialisti: termini come «nei limiti», «di verosimile natura», «da correlare clinicamente» hanno significati precisi. Se qualcosa non è chiaro chiedi prima di andare via o scrivi allo studio: nessuna domanda è banale. Evita di interpretarlo da solo con una ricerca su internet.

Cosa farne

  • Conservalo insieme agli altri referti, in ordine di data: la storia clinica serve in ogni visita futura.
  • Portalo al medico curante, che coordina le cure e può trascrivere su ricetta del SSN le terapie e gli esami indicati.
  • Se il referto prevede un controllo, fissalo per tempo.

Il referto non sostituisce il colloquio con il medico: è il riassunto di quello che vi siete detti.

Queste informazioni hanno scopo orientativo e descrivono il funzionamento generale delle visite specialistiche, del Servizio Sanitario Nazionale e delle detrazioni fiscali: regole e tempi possono variare per Regione, struttura e situazione personale. Per il tuo caso fai riferimento allo studio, al medico curante e, per il fisco, al commercialista o al CAF.